Tiziano Calcari

Presenzierà nel settembre 2020
 
Tiziano Calcari nasce a Brescia il 29 settembre 1969. Vive la sua infanzia in provincia, a Irma, tranquillo paesino di centocinquanta anime dell’alta Val Trompia, dove la semplicità della vita gli dona sensibilità e sogno che ancora oggi esprime nelle sue opere. Fin da bambino dimostra una seria attitudine e passione per il disegno e le arti figurative che si limita a covare come una brace sotto la cenere poiché non ha la possibilità di coltivare questo talento che viene ostacolato anche dalla famiglia. A vent’anni conosce il pittore Gil Alegre da cui impara la tecnica a olio e dell’acquarello. Ne diviene amico e questo gli permetterà di entrare a far parte del mondo dell’arte, costruendo la sua formazione frequentando altri artisti e studiando i grandi classici. Nel 1990 si presenta al pubblico partecipando a mostre collettive e concorsi dove viene ripetutamente premiato dalle varie giurie aggiudicandosi riconoscimenti e importanti premi da parte del pubblico e della critica.  Le sue prime opere figurative sono paesaggi dove rappresenta un significato di cronaca quasi a voler fermare il tempo. Ma, dotato di sensibilità e fantasia, si distinguerà in modo particolare per la continua ricerca avviata attraverso nuovi approcci al realismo per raggiungere un equilibrio espressivo che nella sperimentazione lo porteranno, nel 2008, al fondamentale ciclo per il suo percorso artistico: “Dolci Presenze”, da cui parte per raggiungere altri risultati che oggi lo pongono tra gli artisti di sicuro interesse per collezionisti e musei. Un successo che lo proiettano in campo internazionale con partecipazioni a importanti mostre, da New York a Pechino, dalla Spagna alla Germania e alla Francia, chiamato dalla “Platinum Collection” a esporre a Parigi al Kiron Espace Nel 2011 è invitato a entrare nel “Metaformismo” da Giulia Sillato, storico dell’arte. Nel 2012 espone a Londra al “Birla Millenium Art Gallery”, e a Champtauroz (Svizzera). Poi all'Evento Berlin 3.  Nel 2013 lo storico d’arte Carlo Franza lo invita a una significativa presenza di opere nella mostra a Milano: “I volti e la bellezza”, e ancora nello stesso anno è candidato al Premio delle Arti e Premio della Cultura XXV edizione al Circolo della Stampa di Milano. A febbraio partecipa all’evento Berlin3, a novembre espone a Ferrara a Palazzo della Racchetta. Nel 2014 è stato contattato per aderire al progetto “Rotta a Nordest” dal critico d’arte Giammarco Puntelli, direttore artistico di “Spoleto International Art Fair” dove presenzia con una personale a Palazzo Laurenti. Nello stesso anno viene invitato dalla direttrice del Polo museale Rocca Flea di Gualdo Tadino Catia Monacelli per una personale. Nel 2015 ha partecipato all’official event in città in Expo Milano, in “L’arte e il tempo”, un’idea di Giulia Sillato e a sua cura insieme a Giammarco Puntelli, con alcuni dei maggiori esponenti dell’arte contemporanea italiana. Definito più volte maestro del sogno, abitato dalle sue particolari figure allungate in luoghi metafisici caratterizzati da un disegno in cui il colore diventa allegoria e il tratto ricordo, tanto da rappresentare per l’arte contemporanea la svolta necessaria tra ricerca e sperimentazione tra le tendenze creative della tradizione e un linguaggio creativo. Opportunità che comunque, nonostante i riconoscimenti internazionali, continueranno a mantenerlo nella semplicità di vita e di idee al servizio della bellezza per superare la visione critica della realtà in cui opera con sensibilità e fantasia, nella formazione intellettuale data dalla conoscenza. E si distingue in modo particolare per la ricerca avviata attraverso nuove forme di figurazione, dai paesaggi tradizionali en plein air degli anni Ottanta e Novanta e alle nature morte, a fissare tecniche espressioniste, mentre inizia ad abbandonare i paesi che visita e le rimembranze bucoliche per elaborare il ritratto e la figura in cromie quali apporti fondamentali per uno stile che ridurrà lo spazio della tela a pura astrazione. E sarà il risultato di trent’anni di ricerca, in campiture d’intensità espressiva interiore, più spirituale che reale, soprattutto per essere riconoscibile, tant’è che Vittorio Sgarbi lo ha definito come “artista esistente”. Nel 2016 prosegue la collaborazione con Giammarco Puntelli con il “Labirinto dell’Ipnotista”, la biennale d’arte contemporanea di Montichiari (Brescia). Poi a Dongo nella suggestiva cornice della “Sala d’Oro” di Palazzo Manzi e Muggia per il progetto “Le Età dell’oro, frammenti di memorie, vita, racconti”. E’ l’anno del “Giubileo della misericordia” ed è invitato a vari eventi: “Jubilee Event Preview”, Palazzo Visconti di Gera d’Adda, prologo alla mostra giubilare che farà a Roma, poi a “L’eternità nell’arte”, basilica dei SS. Quattro Coronati, con un trittico sull’eternità raccontata dai vangeli. Nel 2017 sarà il solo artista del giubileo scelto da Giovanni Cipriani e invitato a esporre a Roma a Palazzo Ferraioli, uno dei luoghi più prestigiosi ed esclusivi della capitale, per due importanti eventi: l’insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America e i Patti di Roma. L’estate è caratterizzata da mostre personali, a Pietrasanta presso la “NAG Gallery” e a Palazzo Ducale di Genova. L’autunno con il progetto “Infinity”, a Palazzo Ducale di Sabbioneta, alla “Galleria Pall Mall” di Londra e la “Sebastien” di Dubrovnik. E poi esporrà ancora a Praga e a Barcellona. Inoltre sono da citare per il 2018 la personale ad Amman presso l’Orfali Gallery, e il progetto “Genius” con mostre a Palazzo Medici a Firenze e ai Musei leonardiani a Vinci, e una personale a Sabbioneta. Infine l’antologica al Museo della Città a Chiari (Brescia), a cura di Paolo Calcari e Romano Mazzola. In luglio torna ad esporre a New York presso The Bridgehampton Museum all’interno della fiera Hamptons. Mostre e lavori che lo hanno condotto a tappe e traguardi considerevoli a compenetrare le forme e a indagare ulteriori possibilità di distribuire altre presenze, in contrapposizioni o prevalenze non più classificabili nelle convenzionali categorie di pittura. E caratterizza e trasforma più piani di lavoro come per diverse superfici, approfondendo l’uso del colore sfumato nel bianco nel coinvolgerlo in strutture che a volte si fanno geometriche, o che sviluppano un rapporto tra volumetrie. Temi e un nuovo ciclo di opere che hanno trovato ospitalità, presentazione e favore del pubblico in settembre 2018 alla “Galleria ab/arte” di Brescia, con la pubblicazione di una monografia d’arte, in italiano e inglese, dal titolo: “Il silenzio nell'arte di Tiziano Calcari”, a cura e di Andrea Barretta, scrittore e critico d’arte, che ne racconta vicende e storie di un cammino artistico nell'arte contemporanea.
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