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Enrico Ruggeri
Enrico Ruggeri
Presenzierà nel settembre 2026
Enrico Ruggeri
fonda il suo primo gruppo a 15 anni nel 1972, i Josafat che nel 1974 si trasformano, con l’ingresso di Silvio Capeccia, in Champagne Molotov (nome che ricorrerà spesso nella prima parte della carriera solista). Nel 1977 dalla fusione degli Champagne Molotov e la band Trifoglio, nascono i Decibel, con cui incide nel 1978 il primo album “Decibel” (comunemente noto come Punk a causa di una scritta presente sulla copertina); l’album è un insuccesso (poche centinaia di copie) e frutta anche una denuncia per vilipendio alla religione a causa del testo di “Paparock” che verrà camuffato in sede di missaggio rendendolo inintelligibile all'ascolto.
Dopo il singolo “Indigestione Disko” e il ritorno di Capeccia, il successo arriva con la partecipazione a Sanremo con il brano “Contessa” e l’album “Vivo da re”, la cui title-track prenderà parte al Festivalbar di quell'anno.
Il periodo pop punk
Nel 1981 intraprende la propria carriera solista prodotto da quello che diventerà il suo produttore storico, Silvio Crippa e avviando la pluridecennale collaborazione con il chitarrista Luigi Schiavone. Ne scaturisce l’album Champagne Molotov che non ottiene il successo sperato anche a causa di problemi legali con la “Spaghetti Records”. In questo periodo Ruggeri lavora anche come autore di alcuni cantanti pop come Diana Est (scrivendo per lei i testi delle canzoni dei primi due singoli Tenax del 1982 e Le Louvre del 1983), Den Harrow, Jock Hattle, Albert One. Il 1983 è l’anno in cui inizia a farsi conoscere grazie all’album “Polvere” che segna il suo ingresso con la single-track omonima e che raggiunge un discreto successo, coronato dal secondo posto al Festivalbar e dalla partecipazione alla gara canora Azzurro. Il brano “Il mare d’inverno” che inciderà soltanto l’anno seguente, è portato al successo da Loredana Bertè e lo impone come autore di eccellenza, aprendo gli orizzonti artistici di Ruggeri verso il genere cantautorale pur senza rinnegare la matrice rock.
Il consolidamento del successo
Nel 1984 torna Sanremo con il brano “Nuovo swing” che segna la svolta verso uno stile che echeggia quello degli chansonnier francesi. Segue l’album “Presente” che mescola nuovi brani ad esecuzioni dal vivo (tra cui una cover di “Vecchio Frack” di Modugno) che è anche in gara al Festivalbar. Nello stessa edizione sanremese, produce il gruppo emergente dei Canton, scrivendo per loro “Sonnambulismo” che sarà incisa anche in inglese. 1985-1986: dopo un breve sodalizio con Mimmo Locasciulli, conosce una stagione di prolifica ispirazione che lo vede pubblicare tre lavori nel giro di diciotto mesi, album che ne sanciscono definitivamente l’ingresso nel novero dei cantautori italiani più apprezzati. “Tutto scorre”, il mini lp “Difesa francese” ed “Enrico VIII”, quest’ultimo il primo a fare il suo ingresso nella top 20: inoltre al Festival di Sanremo 1986, ottiene il premio della critica per “Rien ne va plus”, canzone in ritmo ternario con accompagnamento di fisarmonica.
Ruggeri diventa anche uno degli autori più ricercati da numerose interpreti femminili, tra cui Fiorella Mannoia e Loredana Bertè.
Nel 1987 si ripresenta a Sanremo con Gianni Morandi e Umberto Tozzi (sodalizio nato nell'ambito del progetto benefico della nazionale italiana cantanti) con il brano “Si può dare di più” che vincerà la manifestazione.
Segue un’ambiziosa tournée nei teatri italiani con l’orchestra filarmonica di Alessandria e la stessa sua band, di cui resterà testimonianza nel doppio live “Vai rouge!”.
Nello stesso anno, è premio della critica a Sanremo con “Quello che le donne non dicono” cantata da Fiorella Mannoia con musica di Luigi Schiavone, che saprà firmare molti altri successi tra i più acclamati di Ruggeri. Nel 1988 realizza l’album “La parola ai testimoni”, utilizzando piattaforme digitali e strumenti elettronici con un discreto riscontro.
L’anno seguente, è la volta di “Contatti” che presenta tre inediti e la coeva “Il funambolo” (scritta insieme a Riccardo Cocciante), orchestrati dalla Filarmonica di Mosca, insieme a cover di altri cantautori italiani: Fossati, Dalla, Guccini, Endrigo, Battisti, De Gregori, Gli alunni del sole.
Ritorno al rock e ai massimi successi
Nel 1990 con l’album “Il falco e il gabbiano”, svolta nuovamente verso sonorità più vicine al rock e sale verso i livelli di vendita più alti della sua carriera, grazie anche al singolo “Ti avrò”.
Il dualismo antitetico tra i due volatili, oltre a costituire un vero e proprio logo, rappresenterà a chiare lettere la duplice identità artistica della quale andrà fiero a dispetto di alcune critiche che gli verranno mosse da chi non condividerà il suo seguire due generi così contrastanti tra loro (il rock sanguigno di ispirazione punk e la canzone d’autore intimista di scuola francese).
L’anno dopo uscirà il suo album di maggior successo, “Peter Pan”: 400.000 copie vendute in pochi mesi. Al culmine del successo conquista per la seconda volta il festival di Sanremo con il brano rock “Mistero” da lui stesso considerato troppo di genere per ambire a una vittoria scontata. Ad esso segue l’album “La giostra della memoria” che è tra i primissimi a sperimentare la formula dell’album misto di vecchi brani, inediti, interpretazioni di brani scritti per altri ed esecuzioni live tra cui alcune di queste inedite. Sempre nel 1993 partecipa, penultimo italiano della storia, all’Eurofestival con il brano “Sole d’Europa, classificandosi al 12° posto.
Nel 1994 esce “Oggetti smarriti”, album di livello paragonabile ai tre precedenti, carico di geniali intuizioni, che segna un’evoluzione musicale verso sonorità progressive. Nel 1996 esce l’ambizioso e pregevole album concept “Fango e stelle”. L’anno dopo incide “Domani e’ un altro giorno” che guarderà anche al mercato estero con un album in lingua spagnola.
Il titolo “La gente con alma”, si rifarà alla canzone “La gente di cuore” che nella versione italiana è cantata insieme a Masini. Nel 1999 esce “L’isola dei tesori” composto in prevalenza da alcuni brani scritti in passato per altri interpreti e gruppi, spesso con la partecipazione degli stessi artisti.
Come bonus track figura anche “La chanson de Mimie”, versione francese della poesia.
Gli anni della maturità
Nel 2000 esce “L’uomo che vola” che contiene “Gimondi” e “Il cannibale” sigla del Giro d’Italia.
Il 2001 è l’anno delle reinterpretazioni in stile acoustic del doppio live “La vie en rouge”. Nel 2002 partecipa con la ballata “Primavera a Sarajevo” al Festival di Sanremo: Andrea Mirò vi figura come autrice e direttrice d’orchestra.
Il brano si ispira alla guerra in Bosnia Erzegovina degli anni precedenti, riprendendo anche le sonorità di quelle regioni. Nel 2003, in coppia con Mirò, è ancora a Sanremo con “Nessuno tocchi Caino”, canzone contro la pena di morte, scritta dopo l’adesione all’omonima associazione, dove Enrico canta i pensieri del boia alle prese con ciò che per lui è solo il suo mestiere e Andrea dà voce al condannato che spera in un atto di clemenza. Esce l’album “Gli occhi del musicista” che contiene tra le altre la canzone “La preghiera del matto”, drammatica incursione nel disagio mentale.
Nel 2004 in “Punk prima di te” reincide i sei ottavi del primo album dei Decibel insieme a cover di brani punk e rock anni settanta di David Bowie, Lou Reed, Sex pistols, Ramones. Sempre nel 2004 esce il primo doppio dvd dal vivo “Ulisse”. Nel 2005 pubblica “Amore e guerra”, mentre l’anno successivo esce la raccolta “Cuore, muscoli e cervello”, triplo cofanetto anch'esso diviso tra materiale edito e inedito, dove tenta di suddividere la sua opera nelle tre categorie che ne compongono il titolo.
In corrispondenza del Natale 2007 esce un nuovo disco di cover natalizie dove Ruggeri interpreta a modo suo classici quali White Christmas e altri. Nel 2008 esce un nuovo disco di inediti rock show dove Enrico parla in prima persona delle esperienze di cantautore rock sulla strada da 30 anni.
Nel 2009 esce il nuovo lavoro dal titolo “All in - l’ultima follia di Enrico Ruggeri”, un triplo cd contenente la colonna sonora del film “Volata finale”, album di duetti con ospiti stranieri e un live di cover.
Nel 2010 arriva “La ruota”, che contiene la notte delle fate presentata al Festival di Sanremo. All'album segue un fortunato tour teatrale nel quale, grazie proprio ad una ruota, vengono sorteggiate le canzoni da eseguire. Un happening che, di replica in replica, porta la “ruota” a girare fino a ottobre. Nell’autunno 2010 é giudice nella trasmissione X Factor.
Il 2011 si apre con “Che giorno sarà”, suo primo romanzo uscito (e ristampato) da Kowalski (Feltrinelli). Il nuovo tour prende il nome proprio dal libro: 40 concerti dal rinnovato sapore rock. nel 2012 esce “Le canzoni ai testimoni”, un album unico nel suo genere nel quale 15 esponenti di spicco della musica indipendente rileggono e riarrangiano altrettante canzoni del Rouge, spaziando tra rock, new wave e musica d’autore ed evidenziando la grande versatilità di Ruggeri, che si unisce a loro solo per cantare le canzoni.
Nel 2012 Enrico ottiene un grande successo di vendite con “Non si può morire la notte di Natale”, suo primo romanzo giallo. Nel 2013 esce “Frankenstein”, ambizioso concept album abbinato al romanzo “L’uomo al centro del cerchio”, una rilettura in chiave rock del noto romanzo di Mary Shelley.
Nel 2014 esce “Frankenstein 2.0” rivoluzionaria e folle operazione: Enrico risuona integralmente l’album dell’anno precedente, dandogli una veste new-wave elettronica.
Aggiunge alcune canzoni tra cui “Insegnami l’amore” scritta da suo figlio Pico Rama, ”L’onda” che diventa una hit radiofonica e “In un paese normale”, accompagnata da un video con Ale&Franz coi quali prosegue il tour nei teatri di tutta Italia. A dicembre esce per Mondadori “La brutta estate”, nuovo romanzo giallo che ottiene ottimi risultati di vendita, giungendo alla terza ristampa.
Nel 2015 debutta a radio 24 con “Il falco e il gabbiano”, raccontando storie di persone straordinarie e eventi del nostro tempo. Nello stesso anno esce “Pezzi di vita”, doppio album con 14 successi degli inizi (dal 1980 al 1985) e 10 inediti tra cui “Tre signori”, cantata a Sanremo dove è intervenuto nel ruolo di super ospite. Il 13 dicembre 2015 viene annunciata la sua partecipazione alla 66ª edizione del festival nella sezione “Campioni” con il brano “Il primo amore non si scorda mai” con il quale si aggiudica il quarto posto e il premio Lunezia come miglior testo fra quelli dei big in gara. A marzo 2017 esce l’album “Noblesse oblige” che segna la reunion dei Decibel con Fulvio Muzio e Silvio Capeccia. I decibel partecipano alla 68^ edizione di Sanremo con il brano “Lettera dal duca” che anticipa l’uscita di “L’anticristo”.
Dopo il secondo fortunato tour con i Decibel esce il cofanetto “Punksnotdead”
con il dvd, il cd e il vinile dei concerti della leggendaria band.
Nel
novembre 2019
e nel febbraio 2020 Enrico conduce “Una storia da cantare”, sette prime serate il sabato sera su Rai Uno nelle quali racconta l’epopea di grandi interpreti ed autori della musica italiana: ottiene un successo di ascolti mai più ripetuti dai vari tentativi di imitare la sua formula.Poco dopo esce l’EP in vinile contenente la omonima sigla della trasmissione e alcuni brani storici già interpretati nella avventura televisiva. Nell’
autunno 2020
pubblica il romanzo
“Un gioco da ragazzi”
, ambientato nella Milano degli anni ‘70, tra terrorismo e vicende di una tormentata famiglia: avrà un ottimo riscontro di vendite e di critica. Nel
2021
vince il Premio Tenco alla carriera, suggellato da un epico concerto al Teatro Ariston di Sanremo. Apre un canale TikTok nel quale mette a disposizione degli utenti le sue lezioni di Storia della Musica già tenute al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Nel
2022
esce
“La Rivoluzione”
, un album caratterizzato da sonorità innovative, supportato da tre “video d’autore”. La critica è concorde nel definirlo uno dei migliori lavori della sua carriera.
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Ph Ritratti Photography
Ph Antonello Manocchio
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