Duilio Pizzocchi

Ha presenziato nel dicembre 2020.

Duilio Pizzocchi (Maurizio Pagliari) nasce a Bologna nel 1957 e fin da bambino mostra propensione alla battuta, allo scherzo e ad ogni forma di divertimento. 
Già a vent'anni comincia a frequentare le radio e le TV dell'Emilia Romagna partecipando a programmi umoristici; nascono qui le prime "macchiette": "Duilio Pizzocchi", imbianchino ferrarese che vive in un mondo di barzellette. Poi arriva "Cactus", tipico frickettone molto in voga negli anni '80, il classico tipo che vive alla giornata, sempre a caccia di prestiti, furtarelli e prodotti stupefacenti. Per parodiare le tante maghe e chiromanti presenti nelle TV private nasce "Donna Zobeide" che, pur proponendo sistemi divinatori assurdi, trova credito tra i radio ascoltatori. Nei primi anni '90 arriva anche "Ermete Bottazzi", camionista ferocissimo e spietato, sempre lanciato a tutta velocità sulle strade d'Italia con i suoi "carichi improbabili". Dello stesso periodo è anche "La Novella", vecchietta acida e menagramo che, dopo un lungo periodo di gestazione radiofonica, trova spazio anche sul palcoscenico. Altri personaggi, che raramente vengono proposti dal vivo sono "Eddy Collante" - mafioso italo- americano , "Stefano Pedrazzi" - stilista gay, "Mefistocchi" -  manifestazione demoniaca dello stesso "Duilio" e molti altri.
Con questo corredo "Duilio" agisce nelle TV locali e in quelle nazionali (Maurizio Costanzo Show, Zelig...) portando in giro il suo spettacolo di cabaret nelle più disparate situazioni: teatri, convention, locali, feste di piazza, etc...
Nel 1992 fonda insieme ad alcuni amici il "Costipanzo Show", varietà comico tuttora vitale, in cui trova particolare sintonia col "Poeta Romagnolo Giuseppe Giacobazzi" con il quale propone spesso esibizioni in duo.

DUILIO PIZZOCCHI
È il primogenito: nasce nel 1983 a seguito di un incidente in moto.
“Mi trovavo bloccato a casa da un’ingessatura inguinale alla gamba sinistra e passavo le mattine in collegamento telefonico con Gilberto Rivelli e Marco Macchiavelli che conducevano un programma in diretta su NTV (nuovatelevisione), in cui erano previste le telefonate da parte dei telespettatori.
Io chiamavo imitando l’accento ferrarese e facevo quello che sbagliava numero e cercava i suoi amici Alfio e Tonino. Una volta guarita la gamba, andai di persona e fu facile scegliere il mestiere di imbianchino perché la sede della tv era in via di ristrutturazione e vi abbondavano scale, secchi di vernice e pennelli. Il gioco consisteva nell’entrare in diretta per cercare di allontanare i conduttori dalla zona dove volevo finire i miei lavori. Questo dava lo spunto per inserire barzellette e battute che spacciavo come miei casi personali.
In seguito Rivelli mi portò con sé a Rete 7 dove facevamo programmi con il pubblico in sala e questo mi diede modo di constatare dal vivo l’efficacia o meno delle battute e dei monologhi. Da qui iniziarono le prime timide apparizioni extra televisive in discoteca e alle feste dell’unità”.

CACTUS
"Per la nascita di questo soggetto (che inizialmente si chiamava otto persei), devo ringraziare l’amico Marco Nanni che gestiva l’osteria del buonumore a Bologna e accoglieva tra i suoi clienti la crème dei tossici locali. Fu lui a farmi notare gli atteggiamenti, la voce strascicata e le frasi fisse di questa categoria. Nelle prime apparizioni il trucco di Cactus era molto curato: parrucca nera lunga, nasone posticcio, fondo tinta bianco, occhiaie e quant’altro.
Una vera trasformazione, tanto è vero che una sera parlai per dieci minuti buoni col vignettista Zap senza che questi mi riconoscesse, non capacitandosi di come mai quello strano tipo sapesse tante cose su di lui. Cactus era anche il leader del gruppo musicale “Monzon-Monzon” che venne rappresentato in alcune occasioni dagli attuali Giacobazzi (Zanibon), Bragardi (Bresco) e Shulz (Schizzo). Nei panni di Cactus non sono mai riuscito a fare apparizioni TV nazionali perché mi contestavano sempre il fatto che la tossicodipendenza è un problema grave per molte famiglie e non è bello scherzarci su. A mio avviso lo è anche l’alcolismo, però sulla bottiglia della grappa c’è il bollino dei monopoli e quindi l’ubriaco lo si può fare tranquillamente".

ERMETE BOTTAZZI
"Il camionista più incazzato d’Italia, nasce di notte sulla volvo del mago Simon di ritorno da Asti. Le abbondanti libagioni di spumante locale mi avevano portato a uno stato di esaltazione in cui, con voce roca, reclamavo il posto di guida perché il mago andava troppo piano. Bruno Nataloni mi fece notare che il personaggio del guidatore incazzato poteva funzionare molto bene e siccome l’automobilista lo faceva già Gioele Dix, avrei potuto fare il camionista. Oltretutto, mentre l’automobilista è un incazzato frustrato, il camionista dall’alto della sua cabina è invece un vendicatore e a suo modo un vincente".

LA NOVELLA
"La vecchietta acida e astiosa è una figura frequentissima: la incontri alla posta, dal dottore, al negozio… scialle, occhiali, foulard e il gioco è fatto. Tanto facile che ho impiegato parecchio a proporla dal vivo perché mi sembrava uno stereotipo fin troppo sfruttato. Il pubblico invece ha dimostrato di gradire e così la vecchietta è arrivata fino a oggi".           
- (dalla Tesi di Laurea di Bruno Nataloni) -
"anche la Novella è nata osservando la realtà. Potremmo dire che è la sintesi di una serie di vecchiette che ho avuto modo di studiare. Ho giocato a mettere in evidenza l'aspetto malevolo della vecchiaia. La Novella ha invidia di chi è più giovane di lei e si vendica di questo "sgarro", facendo sopportare al prossimo le sue lamentele esagerate, lanciando le sue invettive, agitando davanti ai più giovani lo spauracchio della morte"...

DONNA ZOBEIDE
"Negli anni ’80 e ’90 le televisioni pullulavano di astrologhe e cartomanti spesso inverosimili. Così mi munii di manuali sul tema per avere un'infarinatura su termini e metodi.                In televisione era evidente il mio travestimento e non c’erano problemi, ma alla radio mi dovetti rendere conto del grande bisogno di credere nell’occulto di molte persone. Inventavo i metodi di divinazione più assurdi e qualcuno ci credeva! Un esempio: la "succulentomanzia", divinazione attraverso le piante grasse.
Voi mi mandate un cactus, una pianta grassa a vostra scelta e io osservandola trarrò presagi sulla vostra situazione in amore, lavoro e salute. Nel giro di pochi giorni mi arrivarono ben cinque confezioni di piante con tanto di indicazioni sui problemi da verificare. Mi stupii spesso di come venisse facile e spontaneo dare indicazioni esatte specialmente con i tarocchi e la lettura della mano. Se un domani dovesse finire l’attività di comico, avrei già pronto un lavoro di riserva…".

EDDY COLLANTE
Nel corso della sua lunga carriera Maurizio Pagliari ha dato vita anche ad alcune macchiette che, pur efficacissime, non possono essere considerate dei veri e propri personaggi.    Fra queste vale la pena di ricordare almeno Eddy Collante, una delle prime parodie del mafioso, un esilarante "Padrino" di provincia e Alcide Fizzant (è un gioco di parole in quanto il nome si pronuncia come la traduzione romagnola della frase "tu sei deficiente" - "al ci defizaint -), catastrofico e disarmante cronista di eventi sportivi assolutamente minori come i campionati di "ruzzola" e "boccette", commentati con sublime lentezza e incapacità di comprendere anche le regole più elementari. Un monumento al candore.
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